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Artrite persistente documentata in un paziente su 4 infettato da virus Chikungunya

Il 25% dei pazienti latino-americani infettati dal virus Chikungunya, trasmesso all'uomo dalle zanzare, continua ad avere dolore articolare fino a 20 mesi dall'infezione iniziale, stando ai risultati di uno studio pubblicato su Arthritis and Rheumatology, il più ampio studio ad oggi condotto nell'emisfero occidentale del globo ad aver analizzato le condizioni di salute di una coorte di pazienti latino-americani colpiti dal virus.

Lo studio è di particolare rilevanza in quanto descrive la portata del problema delle artriti da chikungunya almeno due anni dopo l'infezione.

Alcune informazioni sul virus chikungunya
La trasmissione all’uomo avviene attraverso la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Aedes. In Italia la specie implicata è Aedes albopictus, la ben nota zanzara tigre, probabilmente importata accidentalmente verso la fine del secolo scorso. Le prime segnalazioni sulla presenza di Aedes albopictus in Italia risalgono al 1990, ma nel 2006 la zanzara tigre era già presente in quasi tutto il territorio nazionale, con maggiore intensità in pianura, nelle aree costiere ed in zone con vegetazione abbondante. Una mutazione, avvenuta probabilmente all’inizio di questo secolo, ha consentito al virus di adattarsi alla zanzara tigre, che ne  è diventata un importante vettore, rendendo la malattia potenzialmente diffusibile nel nostro paese e in altre aree dell’Europa mediterranea.

La malattia è generalmente benigna e guarisce spontaneamente. È però caratterizzata da una febbre che nei primi giorni può essere molto alta e da dolori articolari anche intensi che possono permanere per settimane”. La parola“chikungunya” significa in lingua Makonde “contorcersi”,  a testimonianza dei dolori in ossa e muscoli causati dalla malattia. I sintomi, che comprendono anche  cefalea, nausea, astenia e rash cutaneo, sono presenti in oltre il 75% delle persone infettate e  esordiscono con la febbre  3-7 giorni dopo la puntura della zanzara. Il virus è presente in circolo per circa 5 giorni dopo l’inizio dei sintomi e in questo periodo può essere assunto da una zanzara di una specie suscettibile che punga il malato, e da questa trasferito alla persona punta successivamente.  Allo stato attuale non sono disponibili ne farmaci specifici, ne un vaccino. Casi gravi o mortali sono eccezionali.

Disegno e risultati principali dello studio
Per determinare la prevalenza del dolore cronico articolare nei pazienti infettati dal virus in America Latina, i ricercatori hanno effettuato un follow-up cross-sectional di una coorte prospettica di 500 pazienti colombiani, diagnosticati con il virus durante l'epidemia 2014-2015, registrando la sintomatologia alla diagnosi e a distanza di 20 mesi su una platea di 485 casi di infezione da virus chikungunya confermati sierologicamente.

Dall'osservazione dei casi, i ricercatori hanno documentato un più frequente coinvolgimento delle piccole articolazioni (polso, caviglia, dita). Il dolore articolare sperimentato dai pazienti durava, all'incirca 4 giorni (valore mediano), costringendo un 16% di individui della coorte a perdere 4 giorni di scuola o al lavoro (valore mediano).

Dopo 20 mesi di follow-up, il 25% dei partecipanti allo studio ha sperimentato dolore cronico articolare. I ricercatori hanno individuato nella classe di studi frequentata, nei sintomi iniziali di cefalea o dolore al ginocchio, nella perdita di giornate lavorative, nelle difficoltà relative allo svolgimento delle normali attività quotidiane, nella persistenza di sintomatologia iniziale per più di 4 giorni e di dolore iniziale per più di 4 settimane, alcuni predittori significativi di dolore articolare persistente.

L'elevata prevalenza di dolore cronico articolare, concludono i ricercatori, sottolinea l'importanza degli sforzi tesi alla prevenzione e al trattamento di questa condizione.

“L'emisfero occidentale del globo – aggiungono – deve attrezzarsi sin d'ora ad allocare risorse in grado di garantire cure appropriate per questi pazienti e sviluppare trattamenti specifici efficaci per questa malattia”.

NC

Bibliografia
Chang AY et al. Frequency of Chronic Joint Pain following Chikungunya Infection: A Colombian Cohort Study. Arthritis Rheumatol. 2017;doi: 10.1002/art.40384.
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