Terapia

Gestione del rischio influenza H1N1 nei malati reumatici

I suggerimenti della Société Française de Rhumatologie

Prendendo spunto dai suggerimenti che ci vengono dalla Società Francese di Reumatologia riteniamo opportuno richiamare la vostra attenzione sul problema emergente dell'influenza H1N1.
Questa variante non presenta caratteri di particolare virulenza rispetto alla solita l'influenza stagionale: si prevede, tuttavia, un'espansione dell'epidemia in autunno e non è impossibile che, per allora, aumenti anche la sua virulenza. Particolare attenzione va comunque posta alle complicanze di questa influenza, perché possono mettere a rischio la vita di alcuni pazienti a seguito di:
- sovrainfezioni da pneumococco, di gran lunga il germe più comune, da stafilococco, da batteri Gram-negativi e da Heamophilus;
- malattia da membrane ialine polmonari, responsabile di un quadro acuto di distress respiratorio, a prognosi infausta;
- lesioni virali del sistema nervoso centrale e dei reni.

I pazienti in trattamento con immunosoppressori sono particolarmente inclini a sviluppare le complicanze batteriche dell'influenza, per cui è importante considerare fin d'ora delle misure preventive per molti dei nostri malati. In questa ottica è importante verificare che i pazienti in trattamento con farmaci biotecnologici abbiano eseguito puntualmente la vaccinazione pneumococcica, che deve essere rinnovata ogni 5 anni. Dovrebbero anche essere vaccinati contro lo pneumococco (vaccino Pneunovax) i pazienti in trattamento a lungo termine con steroidi, methotrexate, leflunomide e tutti gli altri agenti immunosoppressivi. Per i pazienti più fragili andrebbe comunque considerata la possibilità di una vaccinazione contro l'Haemophilus.

Fa parte dei programmi di prevenzione anche l'informazione del paziente che deve sapere che, quando in trattamento con immunosoppressori, è particolarmente vulnerabile all'influenza e che deve conoscere i sintomi della malattia, onde intervenire, se del caso, con urgenza. La diagnosi clinica di influenza si basa, ancor prima di trovare conferma sierologica, su riscontro dei seguenti sintomi associati:
- febbre superiore a 38,5°;
- astenia;
- mialgia;
- mal di testa;
- rinite e tosse.

In questi pazienti è importante intraprendere entro le prime 48 ore una cura con Oseltamivir  2 cp/die per 5 giorni. Questo trattamento, se somministrato precocemente, riduce la gravità delle infezioni. Lo sviluppo di una resistenza è finora raro: qualora ciò si verificasse, l'alternativa a Oseltamivir  è  Zanamivir 2 inalazioni/die per 5 giorni. Nelle forme meno gravi di interessamento delle vie respiratorie, se il paziente non vive da solo e può essere accudito dai familiari, può rimanere confinato a domicilio, ove dovrà indossare maschere e  lavarsi le mani con una soluzione antisettica per la durata dei sintomi, al fine di ridurre il rischio di contagio. 

In presenza di segni di gravità (febbre superiore a 40°, dispnea, auscultazione polmonare patologica) è invece necessario il ricovero ospedaliero, laddove il paziente sarà isolato in una stanza da solo, dovrebbe indossare una maschera chirurgica, mentre il personale infermieristico deve indossare una maschera FF2P e lavare accuratamente le mani quando esce dalla stanza. Le sovrainfezioni batteriche devono essere trattate in modo rapido, senza attendere i risultati degli accertamenti batteriologici. In caso di contatto di un soggetto immunocompromesso con un paziente infetto dall'influenza (convenzionalmente  un contatto ad una distanza inferiore a 1 m) è indicato il trattamento con Oseltamivir  1 cp/die per 10 giorni.
La vaccinazione contro il virus H1N1 non è ancora disponibile: non appena lo sarà i pazienti immunocompromessi dovranno avere la priorità per la immunizzazione.
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