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Giornata Malato Reumatico, AIFI: Impegno per migliore qualitÓ vita

Artrite reumatoide, artrosi e osteoporosi sono tra le più comuni. Poi ci sono lupus eritematoso, sclerodermia, sindrome di Sjogren o altre forme di patologie
autoimmuni sistemiche, più rare. Sono le malattie reumatiche, patologie caratterizzate da processi infiammatori a carico di diverse strutture come articolazioni, legamenti, tendini, ossa o muscoli e che in alcuni casi possono coinvolgere anche altri organi. All'inizio i campanelli d'allarme sono pochi ed
episodici, ma all'improvviso compaiono le difficoltà di movimento, le rigidità alle articolazioni e i dolori: per questo, se non tempestivamente diagnosticate e curate, possono portare dalla perdita di funzionalità delle strutture affette fino ad esiti ancora più gravi. Con conseguenti ripercussioni sulla qualità di vita delle persone colpite, spesso generalmente più donne, mentre non esiste una eta' specifica di insorgenza della malattia, al punto che ne possono essere affetti anche i bambini.

In occasione della Giornata mondiale del malato reumatico, che si è celebrata ieri, l'Associazione italiana fisioterapisti (AIFI) ha ribadito il proprio impegno a supporto delle persone che soffrono di questa patologia. Fondamentale e' infatti il ruolo del fisioterapista, il cui obiettivo principale e' "migliorare la qualità di vita del paziente", ha spiegato il dottor Filippo Maselli, presidente del GTM - Gruppo di interesse specialistico in Terapia manuale e fisioterapia muscolo-scheletrica di AIFI.

Le patologie reumatiche sono tante, ognuna con caratteristiche cliniche particolari.

"La stragrande maggioranza di tali patologie,  pero'- ha spiegato il dott. Maselli- alterna fasi di acuzie a fasi di remissione dei sintomi. E proprio in queste ultime fasi che il fisioterapista specializzato in fisioterapia muscolo-scheletrica e ortopedica può svolgere al meglio la sua funzione: le nuove evidenze scientifiche dimostrano come l'esercizio terapeutico, il rinforzo muscolare e il miglioramento delle performance nello svolgimento delle attività quotidiane può essere un valido aiuto nel ridurre le rigidità articolari, la sintomatologia dolorosa nelle successive fasi di acuzie e sicuramente migliorare la qualità di vita".

E nell'ottica di rendere "sempre più autonomi i pazienti", il fisioterapista può
anche concordare con i pazienti alcuni esercizi individualizzati sulla base delle preferenze, richieste e delle capacita' funzionali, che il paziente potrà integrare nella sua quotidianità e quindi svolgere giornalmente a casa".

Attualmente esistono per molte di queste patologie terapie mediche e farmacologiche con le quali e' possibile garantire la remissione della patologia e un conseguente ritorno a una vita normale. Il dott. Maselli fa dunque chiarezza sul ruolo della fisioterapia. "Se e' possibile una regressione dei sintomi?
Dipende cosa intendiamo. Se ci riferiamo alla guarigione clinica della patologia reumatica, ovviamente non può verificarsi solo con la fisioterapia ma esistono dei percorsi terapeutici di cura che il paziente deve portare avanti insieme al reumatologo e a molti altri professionisti sanitari. Ma se intendiamo la capacita' del paziente di avere sempre meno eventi acuti, di avere una intensità minore di dolore nel momento delle acuzie, ridurre la quantità di farmaci e migliorare la sua quotidianità, la fisioterapia può sicuramente essere una risposta efficace e migliorare quindi il quadro generale agendo sulla performance motoria e sull'elasticità muscolare dei pazienti, aiutandoli a condurre una vita con maggiore benessere".


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