Terapia

2010: un anno da non dimenticare

Durante il Congresso annuale del Collegio dei Reumatologi Ospedalieri del 1999, che quell'anno si tenne a Telese Terme (BN), il Professor Roberto Marcolongo, all'epoca Past-President della Società Italiana di Reumatologia, celebrò l'inizio della Bone and Joint decade (BJD) 2000-2010.

Lo scopo della BJD 2000-2010, voluta dall'Organizzazione mondiale della Sanità, era quello di migliorare la qualità della vita dei pazienti con malattie osteoarticolari attraverso:
- la riduzione dei costi sociali ed economici delle malattie osteoarticolari;
- il miglioramento della prevenzione, diagnosi e trattamento per tutti i pazienti;
- l'avanzamento della ricerca sulla prevenzione ed il trattamento;
- il coinvolgimento del paziente nelle decisioni che riguardano la sua salute.

Il National Action Network ITALIA, che ha raggruppato le società scientifiche degli specialisti che si interessano delle patologie osteoarticolari, è stato presieduto in questo decennio dalla Dott.ssa Bianca Canesi che, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, ha organizzato ad ogni fine d'anno un resoconto delle attività svolte e una programmazione per l'anno a seguire. Anche quest'anno potremo a breve conoscere i risultati di tanta attività.
E' pensiero comune e ampiamente condiviso che la Reumatologia, in Italia e nel mondo, abbia fatto passi avanti da gigante negli ultimi dieci anni. Dalla branca misconosciuta che era a fine secolo scorso essa è divenuta una delle arterie di conoscenza scientifica in maggior crescita e con sempre migliori prospettive terapeutiche.

Quanto ha influito la BJD? Quanto invece l'inserimento nel prontuario terapeutico di tante ed efficaci nuove armi per combattere le malattie reumatiche, fino a dieci anni orsono quasi orfane di rimedi terapeutici? Potremmo star qui molto tempo a dibattere o a discutere, ma la verità è che oggi ci troviamo di fronte ad una reumatologia molto ricca di stimoli, propositiva, moderna e vivace.

Su questo luminoso sfondo si chiude oggi non solo la BJD ma anche uno dei più fruttuosi anni per la reumatologia italiana.
Nel corso del 2010 abbiamo assistito al migliore e più affollato Congresso EULAR dal suo inizio, che si è svolto per la prima volta in Italia (a Roma) e si è riusciti a compattare, grazie alla buona volontà di molti diversi attori, la classe reumatologica italiana di nuovo sotto una casa comune: la SIR.
Entrambi i risultati raggiunti non sono assolutamente casuali, ma frutto di lunghissime ed a volte sofferte contrattazioni organizzative.

Anche la nostra rivista di aggiornamento "Il Giornale del CROI", infine, nata quale semplice bollettino interno agli ospedalieri, nel corso dell'anno che va a terminare, si è ulteriormente affermata. Gli iscritti alla Newsletter hanno ormai superato le mille unità e i numeri annuali sono passati dai 6 agli attuali 8 più 2 speciali per l'EULAR e l'ACR. Un Giornale che, oltre a aggiornare sulle tematiche interne al CROI, cerca di fornire una puntuale overview sulle novità in ambito reumatologico. Una proposta apprezzata a giudicare dal numero dei lettori e della frequenza di apertura del giornale. Cosa di cui siamo fieri e che ci stimola a cercare sempre di migliorare il nostro servizio informativo.

Cosa aspettarci per il 2011 se non la conferma dei risultati ottenuti e la continua crescita della Reumatologia?
Io prevedo che il restyling e il rafforzamento in programma nel Collegio dei Reumatologi Ospedalieri e Territoriali italiani, ci fornirà parecchie buone nuove. Gli ospedalieri e i territoriali uniti nella stessa società, in ottima e forte convivenza mai conflittuale, eleggeranno il nuovo direttivo e il nuovo presidente a Cagliari a maggio prossimo, con nuovi programmi e nuove possibilità di intervenire localmente sulle programmazioni assistenziali e sulle politiche sociali di interesse reumatologico. Insomma un nuovo e sempre più forte CROI e non certo un apoptotico movimento in estinzione.

Un 2011, quindi, pieno di buone aspettative e di novità. Insieme ai tradizionali e sentiti Auguri di Natale, è questo l'augurio che a chiusura di quest'anno il sottoscritto, il Comitato editoriale e l'Editore porgono a tutti voi lettori della nostra rivista.

Ad maiora!
Stefano Stisi

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