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Artrite reumatoide non controllata efficacemente espone a rischio scoliosi

Uno studio di recente pubblicazione su JBMR avrebbe individuato in un'artrite reumatoide poco controllata uno dei fattori di rischio indipendenti di scoliosi, con conseguente peggioramento di dolore lombare e della qualità di vita di questi pazienti

Gli autori di questa pubblicazione sono giunti a queste conclusioni dopo aver analizzato retrospettivamente i dati di pazienti con AR visitati in un centro specialistico afferenti allo studio AFFORD  (Analysis of Factors FOr RA spinal Disorders).

Lo studio prevedeva la compilazione di una survey da parte degli stessi pazienti, insieme ai dati dei referti di radiografia spinale e di imaging a risonanza magnetica cervicale e lombare.

I ricercatori hanno valutato, nello specifico, i dati secondari di questo studio relativi al neo sviluppo di scoliosi e all'insorgenza di fratture vertebrali rispetto alle condizioni di partenza.

A questo riguardo, è stato utilizzato un modello di regressione logistica multivariata allo scopo di ottenere degli odd ratio aggiustati per la presenza di fattori confondenti e, in ragione del disegno osservazionale dello studio, è stata condotta un'analisi basata sul propensity score matchting per studiare i fattori di rischio di incidenza di scoliosi e di fratture vertebrali, in ragione del numero ridotto di casi osservati.

Lo studio ha preso in considerazione 110 pazienti, aventi un'età media di 63 anni. L'89% del campione era costituito da donne.

I risultati
Dopo un follow-up della durata media di 7 anni, l'incidenza di spondilolistesi, scoliosi e di fratture vertebrali è stata pari, rispettivamente, al 42%, 16% e 12%.

Particolarmente interessanti sono stati i risultati ottenuti alla luce dell'impiego di glucocorticoidi nella terapia dell'AR. I dati hanno evidenziato l'esistenza di differenze d'impiego significative tra i pazienti con e quelli senza spondilolistesi all'analisi univariata.

Anche il punteggio DAS28-CRP di attività di malattia, al basale, era significativamente diverso tra i pazienti con e senza nuove fratture vertebrali.

All'analisi multivariata, invece, l'impiego di GC è risultato essere un fattore di rischio indipendente di nuove fratture vertebrali (aOR= 14,87; IC95%= 1,79-123; p=0,012).

Un cattivo controllo di malattia, definito sulla base del peggioramento di almeno un punto del punteggio di attività di malattia, è risultato essere un fattore di rischio indipendente significativo di scoliosi de novo (aOR= 4,81; p=0,11).

Non solo: i pazienti con scoliosi de novo hanno anche mostrato un punteggio VAS peggiore per quanto concerne il dolore lombare percepito e punteggi EQ5D di qualità della vita peggiori (p=0,043) rispetto ai pazienti non scoliotici.

Le implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno ammesso alcuni limiti metodologici del lavoro, quali la mancanza di un gruppo controllo (individui non affetti da AR), la ridotta numerosità del campione di pazienti e la presenza di soli due timepoint di valutazione nel corso dello studio.

Ciò premesso, i ricercatori concludono che “...dai dati ottenuti sembra emergere che il controllo dell'attività di malattia senza GC potrebbe rivelarsi utile nel prevenire i disturbi lombari associati all'AR”.

Bibliografia
Yamada K, Suzuki A, Takahashi S, et al. Incidence of and risk factors for spondylolisthesis, scoliosis, and vertebral fracture in rheumatoid arthritis. J Bone Miner Metab. Published online August 23, 2021. doi:10.1007/s00774-021-01261-y
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