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Artrite reumatoide all'esordio: remissione o ridotta attività di malattia pari sono?

Le Linee Guida ACR/EULAR ci ricordano ormai da tempo che la remissione è il target da preferire alla ridotta attività di malattia (LDA) nel trattamento dell'artrite reumatoide (AR) all'esordio. Ma è sempre così? Uno studio recentemente pubblicato su Rheumatology, ci fornisce nuovi motivi che confermano la bontà di questa raccomandazione.

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Spondilite anchilosante: se di nuova diagnosi, attenzione al rischio di altre malattie infiammatore immuno-mediate!

I pazienti con spondilite anchilosante (SA) dovrebbero essere attentamente monitorati in ragione del loro maggior rischio di insorgenza di malattie infiammatorie immuno-mediate (uveite, psoriasi, tromboangite obliterante, malattia di Behcet e sarcoidosi) rispetto agli individui in buone condizioni di salute. Questo l'avvertimento proveniente da uno studio di recente pubblicazione su Arhtritis Research & Therapy.

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Artrite reumatoide, metotressato per via parenterale più efficace di formulazione orale

La somministrazione per via parenterale di metotressato (MTX) è più efficace di quella orale in termini di raggiungimento di un controllo ottimale di attività di artrite reumatoide, e non si accompagna ad un incremento di eventi avversi. Sono queste le conclusioni di una metanalisi di recente pubblicazione su PLoS One.

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Fibromialgia e dieta pro-infiammatoria: qual è il legame?

L'adozione di una dieta pro-infiammatoria potrebbe essere associata a ipersensibilizzazione al dolore nelle donne affette da sindrome fibromialgica. Questo il responso di uno studio recentemente pubblicato su Pain Medicine che suggerisce, per contro, l'adozione di diete anti-infiammatorie per migliorare l'ipersensibilizzazione al dolore in queste pazienti.

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Sindrome di Sjogren, stratificazione in base a sintomatologia identifica 4 sottogruppi di pazienti con risposta diversa alla terapia

La stratificazione dei pazienti con sindrome di Sjogren in 4 sottogruppi potrebbe determinare la prevalenza della sintomatologia e la presenza di risposte differenti al trattamento. Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato su Lancet Rheumatology, che potrebbe avere implicazioni importanti per il prossimo futuro in termini di gestione clinica, disegno dei trial clinici e sviluppo di nuove opzioni terapeutiche.

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Lupus, rischio recidive si innalza in presenza di livelli sierici elevati di interferone

Livelli sierici iniziali elevati di interferone-alfa sono in grado di aiutare i clinici ad identificare un sottogruppo di pazienti con LES clinicamente in remissione, ma a maggior rischio di recidive.
E' quanto dimostrano i risultati di uno studio francese recentemente pubblicato su ARD, che ha dimostrato come livelli elevati di interferone-alfa siano associati ad un rischio pressochè quadruplicato di recidiva di LES entro un anno.

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Il filo che lega patologie reumatiche e diabete

Gli esperti di diverse branche mediche, riuniti a Torino, discutono in un Convegno di tutte le sfaccettature delle malattie reumatiche, comprese quelle correlate alla sindrome metabolica. I lavori sono iniziati in concomitanza con la Giornata del Malato Reumatico del 10 ottobre e si protrarranno fino al 12. In questa tre giorni si celebreranno anche i 70anni della Reumatologia dell'ospedale Molinette, dove è nato il primo reparto autonomo di Reumatologia d'Italia

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Congresso Nazionale Società Italiana di GastroReumatologia: Gastroenterologi e Reumatologi insieme per favorire diagnosi precoci e puntuali

MALATTIE DI FABRY E DI BEHCET DIFFERENTI DA MORBO DI CROHN E COLITE ULCEROSA. DIAGNOSI DIFFERENZIALE PER EVITARE RITARDI IN DIAGNOSI E TRATTAMENTO

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Congresso Nazionale Società Italiana di GastroReumatologia: La Medicina di precisione entra nei reparti di Reumatologia. Registro Nazionale Spondiliti permette migliore profilazione dei pazienti

Diceva Paracelso che i pazienti dovrebbero essere i libri del medico e nel terzo millennio i medici hanno imparato a leggerli. Merito di quella che viene chiamata 'medicina di precisione' e che oggi entra di diritto anche nei reparti di reumatologia.

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Lupus, periodi di ridotta attività di malattia migliorano gli outcome: LLDAS come target di trattamento raggiungibile?

Un nuovo studio, pubblicato sulla nuova rivista Lancet Rheumatology, ha dimostrato che il raggiungimento dello stato di ridotta attività di malattia lupica (LLDAS), documentato in un qualsiasi lasso di tempo, si associa ad una protezione significativa contro i successivi episodi di recidiva di malattia e il peggioramento del danno d'organo. Non solo: i pazienti con periodi più frequenti (e più lunghi) di permanenza nello stato LLDAS sperimentano un deciso miglioramento degli outcome succitati. Tali risultati suffragherebbero, pertanto, la validazione di questo stato come endpoint da utilizzare nei trial clinici sull'efficacia di un intervento terapeutico nel lupus.

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Lupus neuropsichiatrico o infezioni del sistema nervoso centrale? Un semplice tool in aiuto per la diagnosi differenziale

L'adozione di un tool di classificazione, basato su punteggio, potrebbe essere di aiuto ai medici per porre diagnosi differenziale di infezioni potenzialmente letali a carico del sistema nervoso centrale in pazienti con lupus. Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato su Arthritis Research & Therapy, di notevole rilevanza per la clinica in quanto le infezioni rappresentano una delle cause principali di morbi- mortalità nei pazienti con LES.

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Artrite reumatoide, aderenza al metrotressato ancora subottimale per il permanere di riserve da parte dei pazienti

Ancora oggi, l'aderenza al trattamento con MTX da parte dei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) è lontana dall'optimum e si associa ad alcune caratteristiche demografiche dei pazienti trattati, alla loro esperienza sull'impiego di farmaci e ad alcune loro convinzioni relative all'utilizzo di questo farmaco ancora nel trattamento dell'AR. Questa l'ultima fotografia scattata nella pratica clinica reale Usa in uno studio recentemente pubblicato su ACR Open Rheumatology.

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Sclerosi sistemica, risposta anticorpale contro citomegalovirus sembra guidare patogenesi malattia

I pazienti che sono affetti da sclerosi sistemica presentano risposte immunitarie più frequenti e/o di maggiore entità nei confronti del citomegalovirus umano (HCMV). Questo il responso di uno studio recentemente pubblicato su Clinical Immunology, che suggerisce un coinvolgimento del virus nello sviluppo di malattia. Lo studio ha documentato anche l'esistenza di una correlazione tra queste virali e la presenza di autoanticorpi associati alla sclerosi sistemica.

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Alleli HLA associati a rischio di spondilite anchilosante e artrite reumatoide: vi sono ripercussioni sul microbioma intestinale?

Uno studio pubblicato su Arthritis & Rheumatology ha dimostrato, in individui affetti da spondilite anchilosante (SA) ed artrite reumatoide (AR) che le variazioni osservate della composizione del microbioma intestinale di questi pazienti sono il risultato degli effetti dell'antigene HLA-B27 e di HLA-DRB1 sul microbioma intestinale. Ciò suggerisce un ruolo degli alleli in questione nel determinismo o nell'innalzamento del rischio di malattia (SA o AR) mediante interazione con il microbioma intestinale.

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Sclerosi sistemica diffusa cutanea, il miglioramento del punteggio cutaneo modificato di Rodnan va in parallelo con il miglioramento complessivo di malattia

Il miglioramento complessivo della severità di sclerosi sistemica cutanea (dcSSc) diffusa all'esordio si associa ad un miglioramento dell'outcome cutaneo sia ad 1 che a 2 anni.Queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Rheumatology. che suggeriscono l'utilità del punteggio cutaneo modificato di Rodnan (mRSS) come indicatore del miglioramento della severità complessiva di malattia nei trial clinici.

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Malattie reumatologiche in gravidanza: ipertensione e pre-eclampsia mediano eventi avversi durante la gestazione

La presenza di ipertensione o di pre-eclampsia in pazienti reumatologiche in gestazione, affette da artrite reumatoide (AR), lupus (LES) o psoriasi, rende conto della maggior frequenza di alcuni outcome avversi durante la gravidanza (maggior rischio di nascite pre-termine, maggior ricorso al Cesareo, e di immaturità neonatale). Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Arthritis Care & Research. La quantificazione del rischio e la conoscenza dei pathway associati potrebbe rivelarsi utile per adottare strategie più efficaci ed appropriate di contenimento degli eventi avversi sopra indicati.

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Artrite reumatoide e valutazione ecografica sinovite: quale mano preferire?

La mano con il maggior numero di articolazioni tumefatte rappresenta, molto probabilmente, la migliore opzione per la valutazione dell'attività ecografica di malattia e, quindi, la scelta migliore per l'applicazione di sistemi di classificazione "a punteggio". Sono queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Arthritis Research & Therapy, che smentiscono ipotesi precedenti di un "vantaggio" derivante dalla valutazione ecografica della mano dominante, in quanto nessuna mano, per definizione, è più infiammata della sua controparte.

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Nefrite lupica: proteine coagulazione nelle urine possibili marker di malattia renale?

Uno studio Usa recentemente pubblicato su Arthritis Research and Therapy ha scoperto che alcune proteine della coagulazione, presenti nelle urine, potrebbero fungere da biomarker nei pazienti con LES, in particolare quelli affetti da nefrite lupica. Stando a questo studio, infatti, i livelli di alcune proteine della coagulazione (sia pro-trombotiche che trombolitiche) nei pazienti con nefrite lupica sarebbero più elevati rispetto ai pazienti lupici non affetti da complicanza renale, rendendo con ciò possibile un miglior monitoraggio clinico di malattia.

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Artrite reumatoide, rapporto neutrofili-linfociti possibile marker prognostico di attività di malattia in presenza di trattamento in corso

La determinazione del rapporto neutrofili-linfociti potrebbe fungere da marker prognostico economico, oggettivo e riproducibile nell'artrite reumatoide (AR). Stando ai risultati preliminari ottenuti in uno studio di recente pubblicazione su Seminars in Arthritis & Thrombosis, infatti, un incremento di questo rapporto sarebbe in grado di predire una mancata risposta alla terapia tripla in pazienti affetti dalla malattia, in misura decisamente superiore ai marker di attività convenzionali attualmente disponibili, con indubbi vantaggi sull'ottimizzazione del trattamento farmacologico.

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Spondiloartrite assiale: la psoriasi è un fattore di rischio di danno entesico

La psoriasi rappresenta, in pazienti con spondiloartrite assiale (axSpA), un fattore di rischio indipendente di danno alle entesi ma non di danno spinale, come risulta dai dati di uno studio recentemente pubblicato su Seminars in Arthritis and Rheumatism. Sempre secondo questo studio, invece, il danno spinale viene predetto dall'entesite periferica indipendentemente dal sottotipo di axSpA.