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Artrite reumatoide, quanto Ť efficace la dieta mediterranea per contenere il rischio di malattia?

Seguire i precetti della dieta Mediterranea non riduce il rischio di andare incontro ad artrite reumatoide (AR), ma è in grado di limitare questo rischio nelle persone che non hanno mai fumato. Questo il responso, in parte deludente, derivante da un ampio studio francese di popolazione recentemente pubblicato su Arthritis & Rheumatology, che suggerisce come il legame tra dieta e rischio di AR sembri essere mediato dal fattore “fumo”.

Razionale e disegno dello studio
Come è noto, le conoscenze attuali sulla patogenesi dell'AR ipotizzano l'esistenza di interazioni tra fattori genetici e ambientali, con il fumo che, ad oggi, rappresenta il solo fattore ambientale chiaramente legato alla malattia.

Anche i fattori legati allo stile alimentare sono stati suggeriti come elementi che possono contribuire all'insorgenza di malattia, tenendo anche presente il fatto che l'AR sembra essere meno comune nei Paesi mediterranei rispetto a quelli nordici.

Fino ad ora, però, gli studi che hanno provato a stabilire una relazione tra la dieta e il rischio di AR si erano focalizzati soprattutto su singoli alimenti e nutrienti, quando invece i pattern di assunzione alimentare potrebbero permettere, invece, una valutazione più realistica.

La dieta Mediterranea, come è noto, comune soprattutto nei paesi del Sud Europa, si avvale soprattutto del consumo di cereali, frutta e vegetali, olio di oliva e pesce, insieme all'assunzione di quantità moderate di carne, latticini e vino. Il suo impiego è stato legato alla riduzione del rischio di malattie CV e neoplastiche; tuttavia, dato che questo regime alimentare è ricco di in sostanze antiossidanti e acidi grassi omega-3, si ritiene che possa influenzare positivamente anche il decorso di alcune malattia ad eziologia autoimmunitaria come l'AR.

Per verificare la fondatezza di questa ipotesi, i ricercatori hanno analizzato i dati dello studio prospettico E3N-EPIC, condotto in donne sane residenti in Francia.

La maggior parte delle persone incluse in questa coorte di popolazione femminile erano nate tra il 1925 e il 1950, ed erano state reclutate nel 1990.

I ricercatori hanno somministrato loro questionari a periodicità biennale, con domande relative a questioni di salute e sullo stile di vita condotto, come pure sull'eventuale diagnosi di malattie, compresa l'AR. Insieme a tale questionario, i ricercatori hanno somministrato loro anche un questionario sulle abitudini alimentari (a partire dal terzo questionario primario, tra il 1993 e il 1995. In esso vi erano inclusi più di 200 item relativi ad alimenti specifici.

Per verificare l'aderenza alla dieta Mediterranea è stato utilizzato un sistema a punteggio, graduato da 0 a 9: l'assegnazione di valori positivi di questo punteggio era effettuata sulla base alla quantità di cibi potenzialmente benefici e tipici di questo regime alimentare (vegetali, grano e olio d'oliva, mentre il punteggio zero era assegnato a seguito dell'assunzione di cibi non strettamente legati alla dieta Mediterranea, come carne e latticini.

L'aderenza alla dieta Mediterranea era considerata:
- bassa se si totalizzava un punteggio compreso tra 0 e 3
- media se il punteggio era compreso tra 4 e 5
- elevata se il punteggio era compreso tra 6 e 9

Le quantità giornaliere di gruppi di singoli alimenti erano classificate anche come:
- nella norma
- di entità media
- di entità elevata

Per fare un esempio, il consumo di cereali era considerato nella norma se al di sotto di 120 g/die, medio se compreso tra 157 e 278 g/die ed elevato se al di sopra di 278 g/die.

Su 62.639 donne della coorte si sono registrati 480 casi di AR. L'età media al tempo della somministrazione dei questionari dietetici era pari a 52,5 anni, mentre l'età media di diagnosi posta di AR era pari a 62,5 anni.

La maggior parte delle partecipanti allo studio erano insegnanti o altri professionisti ed avevano almeno un'istruzione di tipo universitario.

Lo status di fumatore è stato riportato nel 13,2% dei casi, mentre quello di ex fumatore nel 33,2% dei casi. L'assunzione calorica totale giornaliera era pari a 2.136, 3 kcal. Il punteggio relativo all'aderenza alla dieta Mediterranea era classificato come basso nel 29,2% dei casi, medio nel 45,2% ed elevato nel 25,5%.

Risultati principali
Su più di 60.000 donne reclutate nello studio, l'aderenza alla dieta Mediterranea non è risultata associata ad un rischio ridotto di AR, con un hazard ratio pari a 0,86 (IC95%= 0,67-1,10; p=0,11). Tuttavia, considerando il sottogruppo di donne che non avevano mai fumato, è emerso che un'aderenza elevata alla dieta Mediterranea era in grado di ridurre il rischio di AR, con un HR pari a 0,91 (IC95%=0,84-0,99; p=0,03).

Non solo: rispetto alle donne che non avevano mai fumato e che mostravano una riduzione del rischio con una aderenza elevata alla dieta Mediterranea, quelle che avevano fumato e fumavano ancora non mostravano nessuna differenza del rischio di malattia nonostante l'elevata aderenza a questo regime alimentare (HR=0,99; IC95%=0,91-1,07, p=0,74).

Analizzando l'associazione per gruppi specifici di alimenti alla base della dieta Mediterranea, il solo gruppo di alimenti associato con un rischio ridotto di AR è stato il pesce; un consumo medio di questo alimento (da 9 a 25 g/die) era associato ad un rischio ridotto di malattia rispetto ad un consumo al di sotto dei valori considerati nella norma (9 g/die; HR=0,74; IC95%=0,59-0,94).

Riassumendo
Pur con alcuni limiti metodologici intrinseci (inclusione solo donne francesi, impossibilità per i ricercatori di correggere i dati in base alla durata e al consumo di sigarette), lo studio ha chiaramente dimostrato l'esistenza di un'associazione inversa tra l'aderenza alla dieta Mediterranea e il rischio di AR in donne che non hanno mai fumato, ma non nelle ex-fumatrici o nelle fumatrici incallite.

Nel dare una spiegazione dell'esistenza di queste differenze in base allo status di fumatore, i ricercatori hanno suggerito l'esistenza di processi fisiopatologici diversi, ricordando che il fumo è stato implicato nella citrullinazione delle proteine a livello polmonare.

NC


Bibliografia
Nguyen Y, et al "Mediterranean diet and risk of rheumatoid arthritis: findings from the French E3N-EPIC cohort study" Arthritis Rheum 2020; DOI: 10.1002/art.41487.
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