Artrite reumatoide, terapia tripla convenzionale migliora pattern lipidico

I risultati provenienti da un'analisi secondaria di un trial randomizzato (studio TEAR - the Treatment of Early Aggressive Rheumatoid Arthritis), condotto in pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) hanno dimostrato come il trattamento con metotressato (MTX), sulfasalazina e idroclorochina siano associati ad un miglior profilo lipidico.

Lo studio, pubblicato sulla rivista  Arthrtitis & Rheumatology, suffraga la teoria secondo la quale la soppressione dei processi infiammatori aumenta i livelli di colesterolo solo nella prima fase del trattamento: “La riduzione dei lipidi si verifica dopo 6 mesi dall'inizio della terapia, in modo particolare dopo 48 settimane, e con riduzioni di entità minore dopo 102 settimane di trattamento.”

Lo studio TEAR era un trial clinico, della durata di 2 anni, nel corso del quale 755 pazienti con AR all'esordio sono stati randomizzati al trattamento con MTX, MTX in associazione ad etanercept o a terapia tripla senza farmaco biologico (MTX, sulfasalazina e idroclorochina).

Dopo 6 mesi, i soggetti sottoposti a monoterapia con MTX che non raggiungevano la condizione di ridotta attività di malattia (LDA), definita da un punteggio DAS28-ESR<3,2, erano sottoposti a switch terapeutico con MTX in associazione ad etanercept o a terapia tripla con farmaci convenzionali. Tutti i bracci di trattamento sopra descritti prevedevano un confronto con placebo.

L'analisi secondaria del pattern lipidico dei pazienti trattati in questo trial ha documentato incrementi elevati dei livelli di colesterolo totale (CT), LDL-C e HDL-C a 24 settimane ma, alla fine dei 2 anni di follow-up, invece, sono state rilevate riduzioni statisticamente significative dei parametri lipidici sopra citati, a partire dalla 24esima settimana, in tutti i gruppi di trattamento, eccezion fatta per il gruppo in trattamento monoterapico con MTX, dove il trend di riduzione non è risultato significativamente ridotto.

A 24 settimane dall'inizio dello studio, i pazienti sottoposti a trattamento con terapia tripla mostravano riduzioni più ampie dei livelli di CT e di LDL-C rispetto agli altri due gruppi.

Non solo: i pazienti che passavano alla terapia tripla mostravano riduzioni più ampie dei livelli di TC e di LDL-C da 24 a 48 settimane rispetto a quelli randomizzati a monoterapia con MTX , a MTX in associazione ad etanercept, e a quelli che passavano al trattamento con MTX in associazione con etanercept.

I risultati di un'ulteriore analisi dei dati hanno mostrato come le misure di attività di malattia associata all'AR e di infiammazione fossero associate in maniera stringente con le variazioni lipidiche. Nello specifico, le riduzioni dei punteggi DAS28, dei livelli di proteina reattiva C e della VES nel tempo sono risultati associati in maniera statisticamente significativa all'incremento dei livelli di TC, LDL-C e HDL-C dopo aggiustamento per alcune variabili quali il gruppo di trattamento, il BMI iniziale, lo status di fumatore e l'impiego di statine.

La terapia tripla è risultata associata con livelli di LDL-C più bassi e di HDL-C più elevati nel tempo rispetto alla monoterapia con MTX e al trattamento di associazione MTX-etanercept in tutti i modelli di analisi, come pure a rapporti TC/HDL-C più elevati.

Non solo: la terapia tripla è risultata associata nel tempo a livelli di LDL-C più bassi di 8.1 mg/dL rispetto a MTX-etanercept e di 7.3 mg/dL rispetto alla monoterapia con MTX.

Inoltre, la terapia tripla è risultata associata con livelli di HDL-C significativamente più elevati nel tempo, superiori di 4,6 mg/dL rispetto all'associazione MTX-etanercept e di 4,2 mg/dL rispetto alla monoterapia con MTX.

I ricercatori hanno documentato anche l'esistenza di forti associazioni tra livelli più bassi del rapporto TC/HDL-C e la terapia tripla rispetto alle altre opzioni di trattamento (p<0,0001). Inoltre i livelli medi di colesterolo sono rimasti significativamente elevati alla fine del trial rispetto ai valori basali per tutti i gruppi, eccezion fatta per i livelli di LDL-C nei pazienti passati, per switch terapeutico, a terapia tripla.

Nel commentare lo studio, gli autori invitano comunque a considerare i dati ottenuti con cautela:”I risultati, infatti, potrebbero non attagliarsi a popolazioni di pazienti con AR differenti, con malattia più radicata o con livelli più bassi di attività di malattia. Inoltre, non erano disponibili i dati relativi all'impiego di farmaci ipocolesterolemizzanti come le statine, mentre non sono stati valutati frequenza ed intensità degli esercizi CV come potenziale fattore confondente di variazione del pattern lipidico”.

Ciò ha portato gli estensori di un editoriale associato allo studio (2) a consigliare “...per ora, di continuare a prescrivere terapie anti-inflammatorie basate sugli algoritmi esistenti per il trattamento dell'AR e di non farsi influenzare eccessivamente dalla considerazione dei differenti effetti delle distinte terapie sul profilo lipidico.”

Bibliografia
1) Charles-Schoeman C, et al "Association of triple therapy with improvement in cholesterol profiles over two year followup in the TEAR trial" Arthritis Rheum 2015; DOI: 10.1002/art.39502.
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2) Sattar N, et al "Lipid changes with different anti-inflammatory regimens in rheumatoid arthritis: developing a pragmatic approach to complex data" Arthritis Rheum 2015; DOI: 10.1002/art.39510.
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