Malattie reumatiche

Brevi note dal XIV Congresso CROI

Dopo dodici anni, la reumatologia italiana è tornata a riunirsi in Sardegna con la XIVa edizione del Congresso Nazionale del CROI svoltasi a Chia dal 5 al 7 maggio scorsi. Questa edizione, per il terzo anno monotematica, ha avuto per tema la diagnostica in reumatologia, ospitando circa 350 delegati da tutta Italia e 90 tra relatori e moderatori.

L'articolazione dei lavori ha previsto 5 sessioni scientifiche, intervallate da simposi tematici e da letture mirate, di cui le due magistrali affidate al presidente della Società Italiana di Reumatologia, Dott. Giovanni Minisola e la seconda al decano dei reumatologi italiani, il sardo Prof. Ugo Carcassi.
Il congresso ha visto anche l'intervento di un ospite internazionale, l'israeliano Dan Buskila, che ha descritto la rilevanza sociale del Dolore Diffuso cronico (CWP) soffermandosi sulle nuove linee guida per la diagnosi di fibromialgia, sulle quali si è dimostrato non in completo accordo, e della possibile origine genetica della malattia.

La prima sessione "Alla base di una corretta diagnostica" ha provato quanto sia importante l'interpretazione da parte del medico dei sintomi e dei segni, soprattutto in branche prettamente cliniche quali la reumatologia, nonché l'importanza di affiancare in modo armonico a quella che possiamo considerare l'Arte del medico, ossia l'abilità anamnestico-clinica, gli aspetti guida della diagnostica standardizzata dalla Comunità scientifica internazionale con i rinnovati criteri classificativi e le tecniche strumentali.

La seconda e la terza sessione hanno puntualizzato il ruolo dell'imaging dell'apparato muscolo-scheletrico e dei tessuti connettivi con ampia e appassionata discussione. La quarta sessione ha affrontato gli ultimi criteri classificativi dell'artrite reumatoide, della fibromialgia, della sindrome di Sjogren, delle spondilartriti e della sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi, tra i cui autori figuravano diversi noti reumatologi italiani, in particolare alcuni ospedalieri, motivo di vanto per tutta la nostra categoria.

Una delle sessioni più seguite è stata indubbiamente la quinta e ultima incentrata sul "Consulting" con il dermatologo, l'oculista, lo pneumologo e l'ematologo, grazie ad un fruttuoso scambio di conoscenze tra diverse aree del sapere medico.

Interessante la sessione nella quale è stato fatto il punto sul ReumaRecord. Si tratta di una cartella clinica pensata per la reumatologia che consente una facile archiviazione dei dati e una loro agevole consultazione, anche attraverso ricerche finalizzate a studi clinici che il medico potrà fare sui dati dei propri pazienti. ReumaRecord è completamente web based, cioè non necessita di alcun software caricato sul Pc, tutti i dati sono sempre backuppati e quindi custoditi in maniera sicura, la privacy è garantita da sofisticati sistemi di criptaggio dei dati. Queste caratteristiche lo rendono un sistema facile da usare e molto sicuro, sotto ogni punto di vista.

Un cospicuo spazio di sessioni è stato poi dedicato alle problematiche gestionali e questa è apparsa una scelta stimolante e moderna. Si vedano per tutte le sessioni sulla Reumatologia manageriale e sul ricovero in Reumatologia, ambiti che devono coniugare la dovuta attenzione alle esigenze del cittadino con la razionalizzazione delle risorse di tipo economico.

Nei commenti dei partecipanti, presenti in buon numero per tutta la durata dei lavori, è stato sottolineato la spazio dedicato alle giovani leve, che hanno portato un'iniezione di freschezza e novità. A questo proposito, di particolare interesse è stata la testimonianza di alcune Colleghe che operano da tempo nel Regno Unito e che si può approfondire nell'intervista "doppia" filmata per questo Giornale. Interessante e centrale nella professione reumatologica è stata la sessione di Impact Focus coordinata insieme al gruppo italiano di Impact che è nato dalla legge 38 del 2010 per la gestione del dolore e che vede i reumatologi primi attori del dolore cronico benigno.

Infine per la prima volta all'interno di un Congresso Nazionale è stato dedicato tempo alla comunicazione in un contesto scientifico attraverso un "Corso per una comunicazione brillante", a evidenziare quanto sia importante oggi l'aspetto comunicativo in Medicina.

Nel tirare le somme dell'esperienza sarda ed in attesa della prossima tappa veneziana del lungo viaggio del CROI, si deve far tesoro del successo di questo Congresso e affidarlo al nuovo Presidente Luigi Di Matteo e al tutto il rinnovato Consiglio perché ne facciano il buon uso di cui saranno certamente capaci.


Roberto Murgia     Stefano Stisi

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