Terapia

EULAR 2010: io c'ero!

Che la rivista Annals of Rheumatic Diseases, il Journal scientifico dell'EULAR, stesse crescendo di validità e interesse era evidente da alcuni anni.

Che il Congresso annuale europeo di Reumatologia stesse aumentando progressivamente il numero di delegati era in atto già da alcune edizioni, ma ciò che si è avverato a Roma nel corso dell'EULAR 2010 era difficilmente ipotizzabile anche da parte dei più inguaribili ottimisti operanti nel settore.
Quasi diciassettemila delegati riuniti in diciotto sale, operative contemporaneamente dalle 8,30 del mattino sino alle 19,15.
I lavori scientifici articolati in 144 sessioni e 30 simposi satelliti, in un Centro Congressi presso la Fiera di Roma rivelatosi accogliente e funzionale. 75 stand di aziende farmaceutiche, editoriali e associazioni hanno contribuito a formare un ambiente fieristico accogliente e festoso. La splendida città di Roma è poi riuscita ad attirare, con il suo storico e consolidato appeal, un numero record di delegati, da far impallidire qualsiasi edizione annuale dell'American College.


Anche la partecipazione italiana tra gli speaker del programma scientifico è stata finalmente rappresentativa di un ambiente in fermento e attivo. Per il secondo anno consecutivo siamo stati la nazione europea che ha presentato il maggior numero di contributi scientifici.
Tutti questi risultati positivi non sono certamente figli del caso. Penso che costituiscano, invece, il raggiungimento, per la Reumatologia italiana, di un riconoscimento europeo di "parità scientifica" iniziato con una lunga rincorsa almeno vent'anni fa.
Chi ne raccoglie oggi, legittimamente, i frutti, ha lavorato duramente per portare in Italia per la prima volta la manifestazione europea, contribuendo in buona parte alla loro creazione. Non possiamo però dimenticare le generazioni di reumatologi che ci hanno preceduto, che trasmettendoci la passione come linfa per la ricerca e per la clinica, ci hanno consentito oggi di competere alla pari con altre nazioni europee economicamente più ricche, più dedite alla ricerca scientifica per strutturazione del proprio sistema sociale. Coloro che da speaker hanno partecipato all'evento sono, perciò, solo la punta di diamante di un mondo reumatologico italiano sempre più produttivo in tutti i suoi settori assistenziali e di ricerca.
Per tutto ciò penso che questa edizione dell'annuale Congresso EULAR sia proprio memorabile.
Un ennesimo miracolo all'italiana in un momento storico ed economico non proprio felice, che fa ben sperare per il futuro.
Ad majora!


Stefano Stisi


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