Terapia

Ricoveri ospedalieri, prima analisi sui dati 2007

Il Ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito web http://www.ministerosalute.it/ e sul Settimanale Salute i dati inerenti i ricoveri ospedalieri in Italia relativi al 2007. "Sono stati 12.319.301 i ricoveri in ospedale nell'anno 2007, in calo del 4,2% rispetto al 2006. Poco più di 76 milioni e mezzo le giornate di degenza, anch'esse ridotte dell'1,8% nel 2007 rispetto all'anno precedente." Questi i numeri dell'assistenza ospedaliera pubblica in Italia contenuti nel Rapporto sull'attività di ricovero ospedaliero relativo al 2007 (analisi preliminare), elaborato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali attraverso la lettura del flusso informativo sulle schede di dimissione ospedaliera (SDO) delle strutture ospedaliere pubbliche e private. La progressiva riduzione del numero dei ricoveri complessivi investe tutte le tipologie di attività: acuti, riabilitazione e lungodegenza, regime ordinario e diurno. A differenza degli anni precedenti, il day hospital si ridurrebbe in misura più incisiva.
Ecco le cifre del 2007 per tipologia di ricovero:
  • Acuti - ricoveri ordinari: 7.873.578

  • Acuti - day hospital: 3.568.418
  • Riabilitazione - ricoveri ordinari: 297.819
  • Riabilitazione - day hospital: 66.215
  • Lungodegenza: 100.625
  • Neonati sani: 412.646
TOTALE: 12.319.301 Il tasso di ospedalizzazione del 2007 può essere stimato complessivamente (acuti, riabilitazione e lungodegenza, ordinario e day hospital) a 199 per 1.000 abitanti, in discreta diminuzione rispetto al 211 per 1.000 del 2006 e al 213 del 2005. La riduzione più evidente si registra nel tasso per acuti che passa da 138 per 1.000 abitanti del 2006 a 131 per il ricovero ordinario del 2007 e da 65 a 60 per 1.000 per il ricovero diurno.

Tutte le regioni appartenenti all'area centro meridionale del Paese e in particolare quelle sottoposte ai Piani di rientro si presentano ancora con tassi di ospedalizzazione per acuti superiori o prossimi al 200 per 1.000. Per tutte queste regioni, con l'eccezione del Molise, sono comunque già registrabili consistenti margini di miglioramento che portano a evidenziare un avvio del processo di deospedalizzazione. La degenza media è sostanzialmente stabile da diversi anni e posizionata su 6,7 giorni; le differenze regionali vedono il minimo con 6,23 giorni in Sicilia (degenza media standardizzata per case-mix) e il massimo in Veneto con 7,63 giorni. La degenza media pre-operatoria, indice di efficienza organizzativa, rimane ferma a 2 giorni. I valori più alti appartengono al Lazio (2,7 giorni) e alle regioni Basilicata e Liguria (2,4).
I tassi di ospedalizzazione per asma, diabete e scompenso cardiaco sono utili quali indicatori proxy per valutare l'inefficacia dell'assistenza primaria e dell'assistenza specialistica territoriale. Anche nell'anno 2007 si evidenzia un segnale positivo di miglioramento nei tassi di ospedalizzazione che si riducono significativamente passando da 99 a 92 per 100.000 per il diabete, da 37 a 33 per l'asma e da 329 a 325 per lo scompenso cardiaco.

L'elevata incidenza di parti cesarei, fenomeno prettamente italiano, continua a crescere, nonostante i ripetuti e significativi interventi messi in atto dalle regioni. La percentuale stimata per il 2007 è del 39,3% con i valori massimi registrati dalla Campania (61,8), Sicilia (52,9), Molise (52) e Puglia (50,6). L'appropriatezza organizzativa, misurata semplicemente con un indicatore che totalizza i pazienti con DRG medico dimessi da reparti chirurgici, denota lievi segnali di miglioramento riducendosi al 36%.
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