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Rischio cerebrovascolare: gotta e diabete si equivalgono

La gotta sembra essere un fattore di rischio di ictus equivalente di diabete mellito, ma non nel caso di infarto del miocardio. L'avere gotta e diabete insieme, invece, innalza il rischio di infarto e di ictus rispetto al diabete mellito da solo.

Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Arthritis Research & Therapy che suggeriscono l'opportunità di valutare il rischio cerebro-cardiovascolare nei pazienti gottosi in maniera non dissimile da quanto fatto nei pazienti diabetici.

Razionale e disegno dello studio
La gotta è un fattore di rischio noto di morbilità e mortalità CV, oltre che di mortalità per tutte le cause. Ancora oggi, tuttavia, ricordano gli autori nell'introduzione allo studio, le associazioni esistenti tra la gotta e alcuni outcome specifici CV, infarto del miocardio e ictus sono ancora poco chiare.

Di qui il nuovo studio, che si è proposto di verificare se la gotta fosse un forte fattore di rischio di infarto del miocardio e di ictus di rilevanza pari a quella del diabete. Lo studio, inoltre, ha voluto effettuare una stima dell'incremento del rischio CV a seguito della gotta in soggetti di ambo i sessi e di età diverse, verificandone il potenziale additivo nel contributo alla determinazione del rischio CV.

A tal scopo, i ricercatori hanno analizzato le richieste di rimborso delle prestazioni sanitarie (pubbliche e private) occorse nel periodo 2007-2010. In questo modo hanno identificato 4 coorti di individui:
pazienti affetti solo da diabete
pazienti affetti solo da gotta
pazienti affetti da gotta e diabete
individui non affetti né da gotta né da diabete


I pazienti affetti dalle due condizioni, prese da sole o concomitanti, erano leggermente più anziani degli individui non effetti né da gotta né da diabete, prevalentemente di sesso maschile e con un tasso di comorbilità più elevato.

Gli outcome dello studio erano rappresentati dall'incidenza di episodi di infarto del miocardio e di ictus con ospedalizzazione.

Lo studio ha messo a confronto i tassi di incidenza di infarto e di ictus, specifici per età e sesso, delle 4 coorti e valutato gli hazard ratio (HR).

Risultati principali
In questo studio, 232.592 pazienti erano affetti da diabete mellito, 71,555 da gotta, 23.261 da entrambe le patologie a fronte di 1.010.893 individui che non erano affetti né dall'una né dall'altro.

L'incidenza di infarto acuto del miocardio è risultata nell'ordine più bassa negli individui non affetti da gotta o diabete, per crescere, in ordine crescente, nei pazienti affetti solamente da gotta, nei diabetici e nei pazienti contemporaneamente diabetici e gottosi.

In particolare, negli ultra80enni, i tassi di incidenza rispettivi, calcolati per 1.000 persone-anno, sono stati pari a 14,6, 25,4, 27,7 e 37,4.

Tassi di incidenza paragonabili sono stati documentati con riferimento al rischio di ictus e nelle donne.

Rispetto al diabete da solo, la gotta è risultata associata ad un HR di infarto del miocardio significativamente più basso (HR= 0,81; IC95%= 0,76-0,87) mentre il rischio di ictus osservato è risultato sovrapponibile (HR=1,02; IC95%= 0,95–1,12).

Inoltre, sempre rispetto al diabete da solo, nei pazienti con compresenza di gotta e diabete gli HR di infarto e ictus sono risultati più elevati (HR= 1,35; IC95%=1,25–1,47; HR) 1,42, IC95%=1,29– 1,56).

Implicazioni dello studio
Dai risultati dello studio, secondo i quali la gotta rappresenterebbe un fattore di rischio cerebrovascolare equivalente al diabete, ne consegue che potrebbe essere opportuno ricorrere a misure di prevenzione primaria, secondaria e terziaria di ictus in questi pazienti ai fini della riduzione del rischio nei pazienti gottosi.

Di qui la necessità (da verificare in studi futuri) di effettuare esami di screening per i fattori di rischio di ictus (ipertensione, diabete, iperlipidemia) e di ricorrere a opzioni terapeutiche aggressive in questi pazienti.

Non si può escludere, da ultimo, l'opportunità di ricorrere all'utilizzo empirico di trattamenti ipolipidemizzanti limitatamente ai pazienti con gotta a rischio elevato di eventi CV, come pure l'ipotesi che un trattamento ottimale della gotta, in grado di attaccare sia l'iperuricemia che l'infiammazione sistemica, possa essere necessario per ridurre il rischio di ictus in questi pazienti.

“Sulla base di questi risultati – concludono i ricercatori – la presenza di gotta dovrebbe spingere i medici ad effettuare prontamente attività di screening, diagnosi e trattamento tempestivo dei fattori di rischio CV (ipertensione, iperlipidemia), con un approccio simile a quello usato nei pazienti diabetici.

Nicola Casella

Bibliografia
Singh JA, Ramachandaran R, Yu S, et al. “Is gout a risk equivalent to diabetes for stroke and myocardial infarction? A retrospective claims database study.” Arthritis Res Ther. 2017 19: 228. https://doi.org/10.1186/s13075-017-1427-5.
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