Terapia

Si avvicina il XIV Congresso Nazionale del CROI

Per la seconda volta la Reumatologia italiana sbarca in Sardegna. A distanza di quasi vent'anni il CROI ha voluto tornare nell'isola che vide un memorabile con-gresso della SIR e che tanto ha dato e da alla Reumatologia. In Sardegna operano e dalla Sardegna si sono mossi reumatologi il cui valore è riconosciuto in campo internazionale. In Sardegna esistono strutture che garantiscono ai malati reumatici un'assistenza progredita e radicata su solide basi. Se consideriamo poi la bellezza dei luoghi e l'ospitalità della gente sarda, la scelta di Chia Laguna, come abbinata scienza-territorio, non può che essere vincente.

Come è abitudine degli ultimi anni anche questo Congresso CROI avrà un'impronta pratica: il suo principale obiettivo è di fornire ai partecipanti degli elementi utili nella loro attività clinica affrontando un momento di fondamentale importanza quale è la diagnostica.
La diagnosi rappresenta, infatti, un momento cruciale nella storia di un malato reumatico: rappresenta il punto di partenza su cui si fonda tutto il progetto di cura e quindi la possibilità di vedere limitata la progressione del danno strutturale e della disabilità derivante.
La diagnosi deve essere corretta, circostanziata, formulata precocemente e, a fianco di questa, deve essere definita l'aggressività che la malattia esprime diversamente nel singolo paziente,  deve essere sempre considerata la presenza di eventuali comorbidità e deve essere, infine, ricercato l'interessamento di altre strutture correlato alla patologia di base.
L'iter diagnostico di fronte a un paziente affetto da una malattia che il più delle volte ha un carattere cronicamente evolutivo è quindi complesso e come tale deve essere strutturato in maniera ordinata se si vuole giungere rapidamente ad un inquadramento nosografico definito.

Da tutto ciò è derivata la scelta di dedicare il XIV Congresso nazionale del CROI - Collegio dei Reumatologi Ospedalieri Italiani a "La diagnostica in Reumatologia".

Il Congresso si articolerà in:
- 5 sessioni scientifiche
- 5 sessioni dedicate alle problematiche gestionali 
- 2 letture magistrali

Largo spazio sarà poi riservato ai reumatologi più giovani che potranno illustrare la propria attività all'estero in una sessione ad hoc e in 4 sessioni di comunicazioni libere.
La prima delle sessioni scientifiche sarà dedicata agli elementi che stanno alla base di una corretta diagnostica, ponendo l'accento sul ruolo dell'anamnesi e sull'importanza delle indagini di laboratorio.
La diagnostica strumentale riveste un'importanza sempre maggiore in reumatologia e lo specialista ha imparato a interpretare l'imaging più sofisticato, traendo informazioni dalla diagnostica tramite TAC, RNM, PET e scintigrafia, senza tralasciare l'importanza della radiodiagnostica tradizionale: questi saranno gli argomenti trattati nella seconda sessione.
Il reumatologo ha poi fatto proprie alcune tecniche di indagine imparando a gestirle in prima persona con l'obiettivo di ottenere da esse il massimo dell'informazione nel campo delle malattie reumatiche: è questo il caso della biopsia sinoviale, dell'ecografia, dell'artroscopia e della capillaroscopia. E questi saranno i temi della terza sessione dedicata alla diagnostica strumentale; allo stesso tempo verrà per la prima volta affrontato il tema dell'informatica come strumento per giungere a una più rapida e precisa diagnosi.

In assenza di segni patognomonici di malattia l'inquadramento nosografico delle malattie reumatiche risulta spesso difficile: per ovviare a questo problema ci si avvale dei criteri classificativi alla disanima dei quali sarà dedicata la quarta sessione del convegno. La Reumatologia italiana ha contribuito a livello internazionale alla loro definizione e i temi in oggetto verranno illustrati dagli studiosi che in prima persona hanno partecipato alla loro stesura.
L'ultima sessione scientifica ripercorrerà quello che è l'iter quotidiano del reumatologo, che si deve rapportare con altri specialisti nel valutare l'interessamento di altri organi e apparati interessati in corso di malattie reumatiche. Il confronto verterà sulle lesioni cutanee, dell'occhio, del cuore, del polmone e del rene e mirerà a definire i campi di interesse comuni e le soluzioni operative che possano facilitare la diagnostica più complessa.

Al fianco delle sessioni scientifiche si articoleranno le sessioni destinate alle problematiche gestionali. In particolare, ci si occuperà del controllo del dolore nell'ambito del Progetto nazionale IMPACT, della gestione dei costi sanitari e della conseguente necessità di una riorganizzazione manageriale delle strutture, dell'implementazione di una cartella informatizzata che realmente consenta un utilizzo "sul campo" e dei rapporti con la Medicina di base per quanto concerne gli aspetti riabilitativi del malato reumatico.
I reumatologi più giovani giocheranno un ruolo importante nel convegno: a coloro che operano all'estero viene dedicata una sessione nella quale si illustrerà l'impegno degli italiani in seno alla scuola londinese, mentre alla presentazione delle attività svolte sul territorio nazionale sono riservate quattro sessioni di comunicazioni libere.
Le letture magistrali sono dedicate, infine, a un riesame di due condizioni morbose di particolare interesse per il reumatologo: la malattia artrosica, che verrà rivista nell'ottica moderna di malattia gestibile e non come evento inevitabile e l'osteoartropatia ipertrofica, la cui importanza è spesso misconosciuta e che rappresenta invece uno degli esempi di come le conoscenze del reumatologo si allarghino al di là del campo dell'osteoarticolare.

Gianni Leardini

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