Terapia

Tenascina C citrullinata nuovo marker precoce di artrite reumatoide

La messa a punto di un test ematico per la ricerca di anticorpi contro la tenascina-C potrebbe consentire l'identificazione precoce di soggetti a rischio di sviluppo di AR.

Queste le conclusioni di uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Rheumatic Disease (1), che apre la strada alla messa a punto di un test aggiuntivo da utilizzare per aumentare l'accuratezza del saggio CCP e per predire l'insorgenza di AR. Ciò consentirà  di monitorare e trattare precocemente i soggetti a rischio, con ripercussioni positive in termini di efficacia del trattamento.

Come è già noto, i livelli di proteine citrullinate sono elevati in modo significativo in presenza di infiammazione come, ad esempio, a livello delle articolazioni dei pazienti affetti da AR (2,3).

Mentre il processo biochimico di citrullinazione è ubiquitario sia in fisiologia che in presenza di infiammazione, gli autoanticorpi diretti contro le proteine citrullinate (ACPA) rappresentano un maker diagnostico di documentata efficacia nell'AR.

Questi autoanticorpi, che compaiono prima dell'insorgenza dei sintomi evidenti di AR, correlano con una prognosi sfavorevole di malattia e con la progressiva distruzione articolare. Inoltre i pazienti ACPA-positivi necessitano spesso di un trattamento più aggressivo (4).


In clinica sono già disponibili test che diagnosticano la malattia legandosi agli anticorpi alle proteine citrullinate.
Mentre i test per le singole proteine, solitamente, si caratterizzano per una sensitività diagnostica relativamente bassa, un test più generale, che individua peptidi citrullinati sintetici ciclici (CCP), è in grado di identificare un maggior numero di casi di AR.

La tenascina-C è un'ampia glicoproteina di matrice extracellulare, la cui espressione aumenta in maniera anomala in presenza di infiammazione mentre è solitamente assente nella maggior parte di tessuti sani.

“I livelli di tenascina-C – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro- sono elevati a livello della cartilagine, della sinovia e del fluido sinoviale dei pazienti con AR. La proteina stimola l'infiammazione inducendo, de novo, la sintesi di citochine e il controllo della loro sintesi a livello post-trascrizionale. Inoltre, la tenascina C è presente a livelli elevati nelle articolazioni dei pazienti affetti da AR.”

Obiettivo dei ricercatori, pertanto, è stato quello di verificare se questa proteina poteva essere citrullinata e, in caso affermativo, se potesse fungere da bersaglio per gli autoanticorpi che attaccano l'organismo in presenza di AR. Ciò allo scopo di sondare il possibile utilizzo di questa proteina a fini diagnostici nell'AR.

I risultati dell'analisi, condotta su più di 2.000 pazienti, hanno mostrato che lo screening di anticorpi che avevano come bersaglio la tenascina-C citrullinata (cTNC) era in grado di consentire la diagnosi di AR nel 50% dei casi, compresi alcuni non identificati dal test standard con  CCP.

Non solo: i ricercatori hanno anche documentato che tale screening era associato ad un tasso veramente molto ridotto di falsi positivi, risultando accurato nel 98% dei casi nell'escludere la diagnosi di AR.

In conclusione, i risultati dello studio suggeriscono come c-TNC rappresenti un nuovo ed indipendente target diagnostico che si aggiunge al numero relativamente piccolo di peptidi citrullinati individuati dagli ACPA, e come questa proteina possa avere un ruolo nella diagnosi clinica e nello studio della patogenesi dell'AR.

Bibliografia
1) Schwenzer A et al. Identification of an immunodominant peptide from citrullinated tenascin-C as a major target for autoantibodies in rheumatoid arthritis. ARD   Online First, published on December 9, 2015 as 10.1136/annrheumdis-2015-208495
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2) Kinloch A et al. Synovial fluid is a site of citrullination of autoantigens in inflammatory arthritis. Arthritis Rheum 2008;58:2287–95.
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3) Vossenaar ER, et al. The presence of citrullinated proteins is not specific for rheumatoid synovial tissue. Arthritis Rheum 2004;50:3485–94.
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4) de Vries-Bouwstra JK et al. Progression of joint damage in early rheumatoid arthritis: association with HLA-DRB1, rheumatoid factor, and anti-citrullinated protein antibodies in relation to different treatment strategies. Arthritis Rheum 2008;58:1293–8.
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