Terapia

Roma, 4° Expert Meeting sulla Fibromialgia

Si è tenuto a Roma gli scorsi 28 e 29 gennaio il 4° Expert Meeting sulla Fibromialgia e le Sindromi da dolore muscolo scheletrico cronico diffuso, cui hanno partecipato specialisti italiani di diversa provenienza culturale e formativa: reumatologi, fisiatri, algologi, neurologi etc.
Quest'anno l'expert meeting ha focalizzato i suoi lavori principalmente sulla diagnostica differenziale tra la fibromialgia e le altre sindromi dolorose diffuse.
Il lavoro si è svolto in tre sessioni rivolte la prima al quesito sempre più odierno se le sindromi da dolore cronico diffuso siano una sola patologia o se, viceversa, siano l'espressione comune di diverse patologie; la seconda sessione focalizzata sulla possibilità che il dolore sia causato dall'invecchiamento delle strutture della sua percezione; e l'ultima sessione sull'utilità dei tests diagnostici per le sindromi da dolore cronico diffuso.


Tale sessioni hanno preceduto il momento rilevante dell'incontro che è stata la Consensus sulla classificazione patogenetica delle sindromi da dolore cronico diffuso, nella quale si sono riconosciute almeno sette distinte classi di cause di dolore diffuso cronico:
1. da ipersensibilità centrale:
a. da cause disfunzionali;
b. da cause organiche.
2. In corso di malattie flogistiche croniche.
3. In corso di sindromi post-infettive.
4. In corso di conosciute neoplasie o quale sintomo di esordio della condizione neoplastica.
5. In corso di malattie endocrino-metaboliche.
6. Indotte dall'utilizzo di farmaci.
7. Miscellanea di condizioni diverse.

Nel primo gruppo di condizioni, quelle da ipersensibilità centrale, spiccano la fibromialgia, la sindrome d'affaticamento cronico, il post-traumatic stress disorder, il disturbo depressivo ed ancora la malattia di Parkinson, la demenza senile e pre-senile, casi di malattia cerebro-vascolare cronica e/o neurodegenerativa che lede e condiziona le strutture di nocicezione e di equilibrio doloroso (dolore centrale). In tali condizioni, ai fini diagnostico-differenziali, debbono tenersi in considerazione le più moderni tecniche di imaging del SNC (RMN, PET, TC, spettro-RMN, angio-RMN) a completamento delle più elementari, ma indiscutibilmente fondamentali anamnesi ed esame obiettivo.


Nel secondo gruppo di condizioni, quelle che si accompagnano a malattie croniche caratterizzate da flogosi ed auto-immunità, sono frequenti il CWP in corso di sindrome di Sjogren, il LES, l'Artrite Reumatoide, le spondiloartriti sieronegative, la sclerosi sistemica, la polimialgia reumatica e la polimiosite. In tal caso per la diagnosi differenziale è essenziale una corretta ed approfondita anamnesi ed uno screening di laboratorio che valuti gli indicatori più sensibili per la flogosi e quelli più specifici per l'autoimmunità.


Il terzo gruppo di condizioni che possono manifestarsi con un dolore diffuso cronico, sono le sindromi dolorose post-infettive. Tra queste si annoverano le sindromi da affaticamento cronico in cui è possibile documentare la positività per il virus di Epstein e Barr, le viremie HCV, la sindrome di Lyme, l'infezione da HTLV-I, l'infezione da HIV, nonché lo stato post-vaccinale. L'anamnesi e la disponibilità di un laboratorio di patologia clinica e di infettivologia sono necessarie.


Il quarto gruppo di sindromi dolorose croniche può essere costituito da quelle condizioni da riportare in ambiente neoplastico, tanto in quanto presenti durante il decorso clinico di una specifica e più o meno conosciuta neoplasia, sia come condizione d'esordio di un quadro ancora sconosciuto in ambito oncologico. Le neoplasie che più frequentemente hanno esordio o si manifestano comunque con una condizione di dolore diffuso sono quelle a carico dell'osso, sia nel caso di tumori primitivi che, nelle più frequenti localizzazioni secondarie metastatiche. Allorquando al dolore si associa un quadro di febbre più o meno elevata ed un deperimento organico senza altre apparenti cause, prudenza vuole che si scartino in prima istanza i dubbi di una malattia emo-linfo-proliferativa. In questo caso le indagini di laboratorio e l'imaging osseo specifico ci sono di determinante aiuto.


Il quinto gruppo potrebbe essere costituito dalle condizioni endocrino-metaboliche più diverse, dalla ipovitaminosi D alla ipocalcemia ed ipomagnesemia. E' di frequente segnalazione in letteratura ginecologica l'associazione di dolore diffuso in corso di endometriosi. Legate probabilmente all'alterazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene sono da considerare l'ipotiroidismo e l'ipocorticosurrenalismo, spesso confuso con sindrome astenico-algiche quali la fibromialgia e la sindrome da fatica cronica. Anche in questo caso il laboratorio di analisi ci viene incontro per facilitare la diagnosi differenziale.


Un sesto gruppo di cause può essere quello dell'uso di determinati farmaci quali le statine ed i fibrati, utilizzati entrambi quali ipocolesterolemizzanti e causa a volte di rabdomiolisi estremamente dolorose e limitanti. Un farmaco ulteriore che può essere causa di dolore diffuso è la reserpina, nei decenni precedenti utilizzata come antiipertensivo sistemico, unitamente ad un diuretico tiazidico. In questo caso una corretta anamnesi e l'esecuzione degli enzimi muscolari è determinante per la diagnosi differenziale.


L'ultimo gruppo può essere costituito da una miscellanea di diverse condizioni non classificabili diversamente, come la sindrome da iperlassità legamentosa e la sindrome di Marfan o ancora la sindrome da colpo di frusta. Quest'ultima condizione predispone e precede un dolore diffuso cronico spesso difficilmente distinguibile da una sindrome fibromialgica.
Un tentativo di semplificazione delle condizioni che possono accompagnarsi ad un dolore diffuso cronico è sicuramente provvisorio, incompleto e migliorabile, ma vuole essere solo un primo passo alla ricerca di un linguaggio comune e condiviso tra i vari specialisti che si interessano di dolore, al fine di contribuire ad un più chiaro lavoro di diagnosi differenziale nel settore.

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