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Lupus, livello anticorpi anti-fosfolipidi potrebbe predire gli outcome vascolari di malattia

Livelli elevati di anticorpi anti-fosfolipidi (aPL), rilevati nel corso dei primi stadi di lupus (LES), potrebbero predire outcome più sfavorevoli nei pazienti osservati, stando ai risultati di uno studio pubblicato recentemente su Rheumatology.

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Artrite reumatoide, conta articolazioni dolenti associata a sinovite ecografica?

La conta delle articolazioni dolenti potrebbe non essere un indicatore affidabile della presenza di infiammazione in corso in pazienti con artrite reumatoide (AR) conclamata, stando ai risultati di uno studio pubblicato su ARD. Il lavoro pubblicato, tuttavia, non mette la parola fine sull'utilità della conta delle articolazioni dolenti in questo contesto, sollecitando ulteriori approfondimenti da effettuare in studi condotti su pazienti con diversa durata di malattia e con modalità di imaging differenti dall'ecografia.

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Artrite reumatoide e remissione malattia, fattori alla base discordanza percezione clinica e dati obiettivi

Uno studio condotto negli Usa e pubblicato su BMC Rheumatology ha confermato l'esistenza di discordanza tra la remissione di artrite reumatoide (AR) nella percezione clinica e quella rilevata mediante misurazioni standardizzate obiettive, identificando l'esistenza di alcuni fattori associati a questa discrepanza che potrebbero essere di aiuto nel miglioramento delle strategie atte a migliorare la valutazione della remissione di malattia.

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Artrite reumatoide, confermata sostanziale concordanza tra outcome soggettivi e oggettivi di malattia

Esiste una sostanziale concordanza, in pazienti affetti da artrite reumatoide (AR), tra gli episodi di recidiva riferiti dai pazienti (indicativi di aumento dell'attività di malattia) e alcune misurazioni cliniche di comune utilizzo. Lo dimostrano i risultati di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Rheumatology.

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Artrite reumatoide all'esordio e risposta al MTX: un ruolo per la metilazione di DNA

In pazienti con artrite reumatoide (AR) all'esordio, livelli elevati di metilazione globale del DNA al basale sembrano essere associati ad una riduzione della risposta clinica al metotressato (MTX). Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Arthritis Research and Therapy che, se confermate, individuano un nuovo possibile fattore predittivo di risposta alla terapia con questo farmaco ancora nell'AR.

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Artrite reumatoide, rischio genetico di malattia sembra preannunciato da problemi cognitivi precoci nel corso dell'età pediatrica

Uno studio recente, pubblicato su Jama Network Open, avrebbe documentato l'esistenza di un'associazione tra un incremento del rischio genetico di artrite reumatoide (AR) con sintomi di iperattività e disturbi dell'attenzione in età pediatrica (da 4 a 16 anni), come pure un QI totale più basso e performance cognitive limitate a 8 anni. Tali risultati suggeriscono che le alterazioni cognitive osservate in presenza di AR non sono semplicemente secondarie e processi legati alla malattia o agli effetti del trattamento, quanto invece che la suscettibilità genetica all'AR potrebbe influenzare il benessere psicologico già nei primi anni di vita, rinforzando l'ipotesi emergente di un legame esistente tra la salute mentale e il sistema immunitario.


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Lupus e malattie CV, variabilità pressione diastolica predittiva comorbilità

Un'elevata variabilità della pressione diastolica nei pazienti affetti da lupus sembra essere predittiva dell'insorgenza di eventi CV successivi. Ciò è quanto dimostrano i risultati di uno studio Usa, pubblicato su the Journal of Rheumatology.

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Il rischio di gotta aumenta nel sesso femminile a seguito esposizione lavorativa a polveri inorganiche #EULAR2019

L'esposizione occupazionale alle polveri inorganiche rappresenta un fattore di rischio di gotta (finora sconosciuto): queste le conclusioni di uno studio presentato al congresso EULAR di Madrid.

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Artrite reumatoide: sì alla riduzione graduale glucorticoidi al raggiungimento della remissione con tocilizumab EULAR2019

La riduzione della posologia di prednisone è un un traguardo perseguibile per due pazienti su tre affetti da artrite reumatoide (AR) in remissione o a ridotta attività di malattia a seguito dell'impiego di tocilizumab (in aggiunta o meno a farmaci di fondo convenzionali). Lo dimostrano i risultati di uno studio presentato al congresso EULAR di Madrid.

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Fibromialgia, quale ruolo per l'insulino-resistenza?

Stando ai risultati di un piccolo studio pubblicato su PloSOne, l'insulino-resistenza, misurata con il marker surrogato dell'emoglobina glicata (HbA1c), risulterebbe essere associata alla fibromialgia. Se confermati, tali risultati aprirebbero nuove prospettive nel trattamento di questa sindrome dolorosa, orfana di "farmaci di fondo" e con un'eziologia, ancora oggi, sostanzialmente sconosciuta.

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Progressione da artralgia ad artrite reumatoide: può essere predetta in modo semplice?

Una chiusura incompleta della mano a pugno, osservata in pazienti con artralgia articolare delle piccole articolazioni, rappresenta un indicatore utile per la valutazione dei pazienti per la presenza di tenosinovite dei flessori delle dita, nonché un predittore di sviluppo successivo di artrite reumatoide (AR). Queste le conclusioni di uno studio, pubblicato sotto forma di Lettera sulla rivista ARD.

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Storia familiare di artrite reumatoide e positività agli anticorpi anti-citrullina: esiste un ruolo specifico dell'età?

In individui non affetti da artrite reumatoide (AR), l'aumento dell'età si associa con la positività agli anticorpi anti-peptidi citrullinati (ACPA), sia IgG che IgA. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su the Journal of Rheumatology che, pertanto, suggeriscono l'opportunità di tenere in considerazione il fattore dell'età anagrafica nell'interpretazione della positività agli ACPA.

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Spondilite anchilosante e ipoacusia: quale relazione?

Uno studio pubblicato su "International Journal of Rheumatic Diseases" ha documentato, in pazienti affetti da spondilite anchilosante (SA), una ipoacusia lieve alle basse frequenze. A differenza, però, degli studi precedenti che avevano già ipotizzato l'esistenza di questa relazione, il nuovo studio ha ipotizzato che la natura dell'ipoacusia è conduttiva, piuttosto che neurosensoriale.

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Gli alleli HLA legati a spondilite e ad artrite reumatoide influenzano il microbioma intestinale

Gli alleli per gli antigeni dei leucociti umani (HLA) associati con la spondilite anchilosante (SA) e l'artrite reumatoide (B27 e DRB1) sembrano influenza la composizione del microbioma intestinale umano in individui sani, suffragando la possibilità che le variazioni della flora intestinale, occorse negli individui portatori delle due malattie indicate, possano essere causa di un innalzamento del rischio di SA e di AR. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Arthritis & Rheumatology.

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Lupus e alterata funzione cognitiva: quali sono i fattori di rischio?

Oltre all'umore e alla fatigue, i meccanismi infiammatori e il danno d'organo hanno un impatto significativo sull'efficienza delle funzione cognitiva. Queste le conclusioni di uno studio di recente pubblicazione su ARD che suggeriscono, di conseguenza, la necessità di personalizzare gli approcci terapeutici in base alla specificità del singolo paziente, allo scopo di rispondere ai "driver" di alterazione cognitiva più rilevanti.


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Artrite reumatoide, l'intelligenza artificiale può arrivare a predire l'attività di malattia?

Uno studio di recente pubblicazione su JAMA Network Open ha dimostrato la capacità dei modelli di intelligenza artificiale di saper utilizzare i dati estrapolati dalle cartelle cliniche elettroniche per predire gli outcome futuri dei pazienti affetti da artrite reumatoide. Se confermati, tali risultati suggeriscono che la costruzione di modelli accurati di predizione degli outcome di malattia a partire dalla documentazione clinica digitalizzata è possibile e che questi modelli potrebbero essere condivisi tra ospedali con diverse popolazioni di pazienti.

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Lupus e rischio trombotico, identificati alcuni biomarcatori predittivi potenzialmente utili

Un punteggio di rischio composito, che include 3 biomarcatori, potrebbe essere in grado di predire gli eventi trombotici in pazienti con lupus, stando ai risultati di uno studio pubblicato su Lupus Science & Medicine. Il punteggio composito di fattori di rischio si è caratterizzato per un profilo predittivo migliore dei fattori presi singolarmente, e riconosce la natura multifattoriale della trombosi nel LES.

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Entesite, valutazione ecografica e clinica a confronto

L'entesite rappresenta un tratto caratteristico comune nei pazienti affetti da artrite psoriasica (PsA) e psoriasi, per quanto le osservazioni ecografiche nei pazienti psoriasici siano meno pronunciate rispetto ai pazienti con PsA, stando ai risultati dello studio italiano multicentrico ULISSE, recentemente pubblicati su The Journal of Rheumatology. L'entesite identificata clinicamente con la dolenza evocata dalla pressione, invece, è piuttosto comune nei pazienti fibromialgici, a suggerire la scarsa specificità di questa definizione di entesite.

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Artrite settica, livelli sinoviali di calprotectina consentono diagnosi differenziale rispetto ad altre artriti infiammatorie

I livelli di calprotectina presenti nel fluido sinoviale potrebbero fungere da biomarcatore sierico utilizzabile per la diagnosi differenziale di artrite settica rispetto ad altre artriti infiammatorie, come l'artrite reumatoide (AR) e la pseudo-gotta. Queste le conclusioni di uno studio prospettico di recente pubblicazione su Rheumatology che estendono le possibilità d'impiego di questa proteina nella predizione della risposta ai farmaci anti-TNF nelle artriti e nella progressione di Crohn, recentemente documentate in due studi di recente pubblicazione.

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Successo terapeutico: siamo davvero in grado di intercettarlo? ovvero...quanto sono utili i PROs (patient reported outcome) attuali?

Un editoriale di recente pubblicazione su Rheumatology, che farà sicuramente discutere gli addetti ai lavori nel settore della Reumatologia, suggerisce la necessità di un superamento dei patient reported outcome (PROs) attuali, che dovrebbero essere non pleonastici rispetto alle misure oggettive di successo/insuccesso terapeutico (secondo gli estensori del commento), ma più vicini alla real life dei pazienti.